Per la filaria il gatto è un ospite insolito. Infatti questa malattia parassitaria, chiamata più correttamente filariosi, colpisce in prevalenza il cane. Eppure è piuttosto comune anche tra i nostri amici felini, per i quali è molto insidiosa perché difficile da diagnosticare e da trattare. Il gatto è molto resistente alle larve del parassita, per cui le microfilarie sono presenti in numero contenuto. Solo pochi esemplari raggiungono la forma adulta e vivono al massimo 2-4 anni. Per questo motivo la malattia viene spesso sottodiagnosticata. La filaria però è una patologia molto grave, che colpisce il cuore, le arterie polmonari e i polmoni del gatto e compromette le loro funzionalità in modo irreversibile.

La causa della filaria

La filariosi è provocata da un parassita, un verme chiamato Dirofilaria immitis che viene trasmesso dalle zanzare. È diffuso in tutta Italia e in particolare nelle zone che favoriscono la riproduzione di questi insetti, che peraltro con il cambiamento climatico sono sempre più presenti e per periodi sempre più lunghi. Quando la zanzara punge un animale infetto, si nutre del suo sangue che contiene le larve del parassita. Le microfilarie maturano all’interno dell’insetto, che fa da ospite intermedio, finché acquisiscono la capacità di infettare. Quindi si spostano nell’apparato buccale della zanzara e - alla puntura di un cane o di un gatto - vengono inoculate nell’ospite definitivo. Le larve quindi mutano ulteriormente fino a raggiungere lo stadio di parassiti adulti. A maturazione conclusa, si insediano nel cuore e nelle arterie polmonari del gatto e innescano una reazione infiammatoria acuta che danneggia i tessuti e provoca stati patologici. L’infiammazione può provocare sintomi respiratori e cardiaci, ma non è detto che succeda. Inoltre, man mano che i parassiti crescono, diventano capaci di contrastare il sistema immunitario, per cui se anche inizialmente c’è stata una risposta infiammatoria questa si attenua col tempo. Dopo circa 7-8 mesi dall’infestazione, inizia la produzione delle larve. Dopo un ciclo di vita di 2-4 anni, i parassiti adulti iniziano a morire e si decompongono in piccoli frammenti che fluiscono nei vasi sanguigni. Questi frammenti vengono lentamente riassorbiti dall’organismo, ma nel frattempo tendono a ostacolare la circolazione del sangue e possono provocare embolie polmonari che spesso risultano fatali.

I sintomi della filaria nel gatto

Alcuni gatti sono pressoché asintomatici fino alla morte dei parassiti, che comporta la condizione che abbiamo appena visto. Altri gatti invece presentano dei sintomi anche nelle fasi precedenti. I segnali più comuni sono:

  • tosse
  • respirazione difficile
  • aumento della frequenza respiratoria
  • respirazione a bocca aperta
  • aumento della frequenza cardiaca
  • soffio al cuore
  • letargia
  • calo dell’appetito
  • svenimento
  • convulsioni.

Si tratta di sintomi aspecifici, tipici della filaria ma anche di altre patologie del gatto. Per questo al primo sospetto è importante consultare il proprio veterinario.

La diagnosi della filaria

La diagnosi di questa patologia è molto complessa. Sia per la sintomatologia, sia per come i parassiti si comportano, sia per la difficile interpretazione degli esami diagnostici. Se il veterinario sospetta che un gatto sia affetto da filariosi, esegue prima di tutto un test anticorpale e un test antigenico. L’anticorpale permette di rilevare se sono presenti anticorpi contro la filaria, che segnalano un’infezione in corso oppure recente. Il test antigenico invece rileva gli antigeni riconducibili alla femmina del parassita, ma il rischio di un esito falso negativo è piuttosto alto. Per valutare lo stato di cuore e polmoni si può quindi eseguire una radiografia, mentre un’ecocardiografia permette di valutare la funzionalità cardiaca.

La filaria del gatto si può curare?

Ad oggi non esiste un farmaco capace di debellare la filaria del gatto. Esistono dei trattamenti che possono essere intrapresi se l’animale mostra segni clinici, ma possono avere effetti collaterali, quindi devono essere attentamente considerati caso per caso. Se il gatto risulta positivo alla filariosi ma non mostra sintomi particolari, si può valutare di attendere che guarisca spontaneamente, tenendolo sempre monitorato. Se invece le condizioni del gatto risultano particolarmente gravi, si può valutare la rimozione chirurgica dei parassiti adulti.

La strada migliore è la prevenzione

Dato che curare la filaria può essere molto complicato, la prevenzione è la strada migliore da percorrere. Per stimolare la produzione di anticorpi, il gatto può essere sottoposto a una chemioprofilassi molto efficace. Se vuoi saperne di più e vuoi assicurare al tuo gatto una vita sana e felice, senza filaria, contattaci.